mercoledì 4 dicembre 2013

ISF 040 - ainor

Data astrale. Compattamento multilunare visibile dall'emisfero nord di Dayna IV. Uno spettacolo...
Della serie 'io scrivo fanta', posto una recensione appena definita su un libro di un collega/amico bazzicante nel 'fanta'.

Buon proseguimento, internauti. La Forza sia ancora e sempre con Voi.

"Ainor l'Apolide di Vito Introna *  2013 - Loquendo"
Anche se ormai sta diventando uno scrittore navigato, nel suo modo di scrivere permane quella particolarità territoriale alla Camilleri, tanto per citare un autore di casa nostra, che rende un'opera di Vito Introna riconoscibile tra mille. Nulla di esagerato o fuorviante, anzi, solo piccoli segnali narrativi che apparendo durante lo svolgimento della storia la rendono unica e univoca, assimilabile al suo autore.
Questo quarto romanzo è un'evoluzione dei lavori passati e marca una direzione verso un rinnovamento mai domo, carico di ricerca al nuovo ma anche di attaccamento alla tradizione sf.
Leggere le avventure/disavventure di Ainor l'Apolide sembra quasi di guardare un film di fantascienza action, un lungo film di 400 e passa pagine in cui la staticità è bandita da quasi subito. Tempo di entrare in sintonia con la disillusione dell'antieroe e di seguirlo 'acrobaticamente' su di un filo virtuale sospeso nel vuoto in cui l'unica credenza è quella della sopravvivenza a ogni costo, spesso dovuta all'apparenza fortuita degli eventi, poi, si comprende, geneticamente voluta e ricercata aldilà della mente e della volontà, bensì tarata a livello di io incosciente.
Ainor è un artista di strada, in un futuro in cui dovendo scegliere chi mandare in croce tra lui e un terrorista, il Ponzio Pilato della situazione inchioderebbe personalmente l'artista senza nemmeno chiedere il parere al popolo. E' un futuro in cui io non vorrei mai vivere, apparentemente la massima degenerazione rispetto ai tempi nostri ma talmente simile, in realtà, che a mano che la narrazione prosegue si capisce, anzi si 'ricorda' che l'umanità era bastarda prima, lo è adesso, e lo sarà sempre.
Il sistema lo ha imbrigliato nelle sue macchinazioni, ma Ainor è il personaggio di Vito, molto simile a lui: controcorrente, reazionario, mai domo nonostante tutto. Cade e si rialza, perde, si rialza di nuovo, vince, ricade, prosegue... non si può fermare.
Il mio voto è … e non aggiungo altro. Leggetelo: non ha controindicazioni.


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