mercoledì 16 luglio 2014

ISF 087 - corpi spenti

Data astrale. 16 settimo delle lune orbitali settentrionali: concentro di Asimov.
A proposito di 'Io scrivo fanta', posto una recensione di un altro che 'scrive fanta'.
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Recensione a “Corpi spenti” di Giovanni De Matteo 
Urania Mondadori 1067 – giugno 2014 

Lo so, è più forte di me e non sarò certo il primo a dirlo: penso a De Matteo e mi si smuove l'associazione con Blade Runner; se vado a Pi-Quadro (e adesso anche “Corpi spenti”) non riesco a non visualizzare Harrison Ford, impermeabile e cappello, camminare su un marciapiede sotto un centellinare costante di piogge acide. È già nel 2005 mi si era stagliata l'accoppiata De Matteo/Blade Runner come una coppia di fatto, quando approntammo a quattro mani il racconto “E se i replicanti sognano angeli elettrici...” finito poi l'anno successivo su Next n. 5. 
Non intendo dire che De Matteo sia la versione 'mediterranea' di Philip K. Dick, anzi, potrei dirlo per sottintendere che è un bravo scrittore, ma non lo dico, perchè nella variegata produzione del connettivista Giovanni “X” De Matteo vi è originalità, caparbietà scientifica, sci-fi personalizzata e ormai riconoscibile come un'impronta retinea via bioscanner.
Ma torniamo al punto, recensire “Corpi spenti”.
Intanto mi intriga non poco la faccenda della Psicografia; la 'scienza' è fuori qualunque dubbio funzionante, i 'necromanti' leggono le memorie dei cadaveri e non solo. Grande 'abilità tecnica' di Giovanni nel renderla plausibile, che nel romanzo viene espletata in maniera 'scientificamente sublime' nei giusti tempi e incastri a trama senza appesantire, e la descrizione in tutti i suoi risvolti si centellina coerentemente al fine di avere un quadro completo a fine testo, come 'chicche' mollate lì 'quasi' – ribadisco 'quasi' – a caso: la metodologia tecno-psichica, le tecnologie applicate, le modalità di esecuzione, le controindicazioni e via così. 
La trama in breve: siamo nel 2061, due anni letterari avanti rispetto al 'premio Urania 2007' di cui il romanzo è seguito. Rimaniamo a Napoli, in una fase di Italia in secessione controllata con tutto il sud a se stante, da ristrutturare socialmente e politicamente e con tutte le sue 'storiche' determinate conflittualità. Vittorio Briganti – ancora lui – è un soggetto scomodo  per il nuovo che avanza, e la 'sua' sezione Pi-Quadro ormai ghettizzata è messa male: tanti nemici, troppi, tra i cosiddetti 'amici'.
Sullo 'sfondo narrativo' a fungere da contorno ai poliziotti necromanti che indagano abbiamo l'onnipresente Kipple, le neutralizzate spaziali, la Bassitalia, la 'produzione' di un assassino seriale e per finire una bella ibridata di mafie locali e internazionali, polizie e politici collusi, multinazionali. Da come l'ho descritto parrebbe un classico tendente al Noir, ma aggiungiamo anche il resto: Fantascienza, con la 'F' maiuscola. Lo sviluppo della storia è pienamente equilibrato, in crescendo a giungere dove deve, mai scontato, per un finale ad hoc. Il gioco è quindi fatto.
La partenza è scioccante, poi l'indagine parte lenta con cambi di ritmo improvvisi. Gli sviluppi globali che seguono sono complessi, difficili a volte da seguire ma 'doverosi' e onesti nella loro configurazione, precisi poiché così deve essere. I personaggi sono diversamente ognuno a sé, reali nella loro 'vitalità' letteraria da arrivare ad immaginarne le espressioni, condividerne pensieri e parole fino ad immedesimarsi, a volte addirittura a comprenderli, esagero, a livello di coscienza. Spunti e impennate narrative alla 'De Matteo', connettono ottimamente le varie anime della storia a forgiare, alla fine, un'Unico oggetto perfetto denominato 'Corpi spenti'.
Non aggiungo altro. Da leggere assolutamente.
Milani Marco

1 commento:

  1. Che splendida recensione! Auguro ad ogni autore di provare un giorno nella vita la gioia che sono riuscite a darmi le tue parole: la sintonia ideale. Dovrei farti una statua... Un abbraccio, compañero!

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