lunedì 10 novembre 2014

ISF 107 - paesaggi alieni

Data astrale. Su 'eternal rain' evasione in massa di Aurinidi molecolari dalla colonia penale alla prima schiarita di Zunercon dopo l'oscuramento forzato. Sulla Terra, Europa, Italy, è San Martino.

Questa sera, visto che manco da oltre una settimana, un raccontino breve...
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Una base di partenza che è un isolotto pulsante, carico di vegetazione umida, che sale e scende verso il livello del liquido fino quasi a scomparire. Resta sempre fuori una parte minima.
Due promontori che fungono da accesso alla spianata, aggravati di flora compatta simile a nera peluria.
Il liquido è grigio trasparente, calmo e leggermente in moto ondulatorio. Galleggiano minuscoli iceberg all’apparenza schiumosi... poi la superficie si estende in unica soluzione come per un pack ghiacciato, ma non può essere ghiaccio, piccole bolle esplodono qua e là e dimostrarne l’inconsistenza.
A sinistra si innalzano due versanti altrettanto schiumosi e biancastri, saturandosi e collegandosi al pack come un unico strato sostanziale.
Centrale, e parzialmente coperto dal secondo e più piccolo versante, la grossa borchia argentata e splendente, forse la porta per uscire e proseguire... inglobata ma ‘sovraesposta’ rispetto alla parete che fa da sfondo e la sostiene. È un ottagonale con un cerchio interno che pare fluire in se stesso.
La parete è un orizzontale bianco laccato ceramico, che pare estendersi da ambo le parti (sia a destra che a sinistra) verso l’infinito.
Sopra l’orizzonte, giusto in corrispondenza diametrale con la borchia, il cielo si divide in due parti diviso da una verticale senza fine. La luce proviene da un riquadro, striscia parallela e sottile all’orizzonte, metà per parte. Il cielo sinistro è più scuro, come ricoperto da una tenda velata e apparentemente densa che generalizza “l’oltre”. Il cielo destro, a parte il basso che è una mezza striscia libera da cui luce arancio/giallastra transita come espressa da un sole laterale, sembra una parete solida bucherellata completamente da linee parallele orizzontali di fori microscopici che lasciano scivolare porzioni minime della stessa luce arancio/gialla.

In effetti sto solamente guardando fuori la porta aperta del mio garage con una bottiglia di Tuborg da tre quarti quasi vuota in mano. Potrei sfruttare la mia propensione al fantasticare per inventare un nuovo lavoro, se rendesse poi qualcosa: il descrittore di paesaggi alieni.
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Buona serata, internauti. 
Alla prox.

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